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STOP all’aumento del costo della vita. NO all’aumento dell’IVA il 29 novembre!

In un periodo in cui il costo della vita continua ad aumentare, il Parlamento vuole rendere i consumi ancora più onerosi con nuovi aumenti dell’IVA. Il tutto, proprio mentre le entrate della Confederazione non sono mai state così elevate. Il PLR si rifiuta di imporre nuove tasse alla popolazione e alle PMI e lancia ufficialmente la sua campagna per il NO all’aumento dell’IVA in vista della votazione federale del 29 novembre 2026.

È chiaro: la 13ª AVS deve essere versata, e lo sarà, alla fine dell’anno. È però altrettanto chiaro che aumentare l’IVA dello 0,4% sarebbe un errore dalle gravi conseguenze per la popolazione.

Per le famiglie, l’aumento si farà infatti sentire nella vita quotidiana. Qualche franco in più per un pasto, un capo di abbigliamento, un viaggio o un servizio: presi singolarmente, questi importi possono sembrare minimi. Ma mese dopo mese, anno dopo anno, il conto si accumula e può raggiungere diverse centinaia, se non addirittura diverse migliaia di franchi. Un onere supplementare che arriva nel momento peggiore, mentre i premi dell’assicurazione malattia, gli affitti, il carburante e le spese correnti gravano già in modo crescente sui bilanci delle famiglie.

Questo aumento è dannoso anche per l’economia nel suo complesso. Infatti, un nuovo studio di BAK Economics mostra che, nell’arco di dieci anni, un aumento dello 0,4% dell’IVA costerebbe alla nostra economia quasi 3,6 miliardi di franchi in termini di perdita di crescita. Anche gli agricoltori svizzeri pagherebbero un prezzo molto alto per questo aumento. Numerose aziende agricole non possono detrarre l’IVA e non possono quindi compensare l’aumento dei propri costi tramite la deduzione dell’imposta a monte.

Stop alla spirale fiscale dell’IVA
Oltre a questo aumento dello 0,4% dell’IVA, che la maggioranza del Parlamento vuole imporre alla popolazione, altri progetti di tassazione (esercito, AI, riforma dell’AVS) stanno già sobbollendo nelle pentole della Berna federale. Con una politica del genere, l’IVA sfiorerà presto la soglia del 10%, costando così alla nostra economia quasi 16,4 miliardi di franchi nell’arco di 10 anni. Questa “tattica del salame” è inaccettabile! Non vogliamo un sistema fiscale alla francese.

Anche le PMI passeranno alla cassa
Anche le aziende ne risentiranno. Un’IVA più alta fa aumentare i prezzi di beni e servizi e frena i consumi. Le PMI, i commerci al dettaglio, la ristorazione e l’albergheria e il turismo – settori già sotto forte pressione – sarebbero i più duramente colpiti. A ciò si aggiunge il turismo degli acquisti, che diventerebbe più allettante, penalizzando ulteriormente i nostri commercianti e artigiani. Nel 2025, oltre 9 miliardi di franchi sono già stati spesi all’estero. Infine, ogni aumento dell’IVA comporta anche costi amministrativi aggiuntivi per le PMI e le aziende.

Tocca allo Stato stringere la cinghia, non alla popolazione
È inaccettabile che l’IVA diventi la soluzione di comodo ad ogni problema economico della politica federale. Un aumento oggi, un altro domani: mentre questa votazione non si è nemmeno ancora svolta, già si stanno valutando nuove esigenze di finanziamento attraverso aumenti dell’IVA.

La maggioranza del Parlamento preferisce aumentare l’onere a carico della popolazione e delle PMI, piuttosto che affrontare in modo sostenibile la questione della spesa pubblica e delle riforme. Il PLR sostiene una strada diversa: fissare priorità di bilancio e attuare riforme sostenibili.
Anche la Confederazione deve imparare a stringere la cinghia. Per il PLR, non spetta a chi si alza presto la mattina e contribuisce già alla prosperità del nostro Paese pagare sempre di più.

LINK allo studio BAK Economics (in tedesco)